Note a margine di una lunga esperienza come apicoltore

“Bio” è un marchio, un bollino che trovate sull’etichetta. Dietro a questo bollino ci sono l’idea ed il lavoro di chi crede e continua a credere, nonostante le crescenti difficoltà, nella possibilità di una interazione positiva con l’ambiente.

Le difficoltà per l’apicultore sono date dalla debolezza delle api, costrette a vivere in un ambiente sempre più inquinato. Le ripetute morie di api mettono a dura prova piccole aziende che sull’allevamento di questi animali fondano la loro attività.

Le api hanno trovato un equilibrio tra di loro e con l’esterno. Ad esempio, i fiori, da cui esse traggono nutrimento, polline e nettare, beneficiano a loro volta del prezioso lavoro di impollinazione svolto dalle api. Loro sono in armonia, noi no.

E’ la passione, la speranza di contribuire ad un migliore equilibrio, che continuano a sostenerci in questi anni. Fondi per la ricerca pochi o nulli, gli apicoltori si trasformano in ricercatori; si trovano, si organizzano, si scambiano esperienze, finanziano ricerche. Anche io cerco di non isolarmi e di collaborare con i miei colleghi. E’ essenziale. 

Sono socio fondatore dell’associazione “Apilombardia”. Con” l’associazione ambientalista “Ilaria Alpi” organizzo annualmente la “Festa delle Api” ad Erba. Lavoro con insegnanti delle scuole perché i bambini ed i ragazzi si avvicinino con meraviglia e rispetto alla natura e alle api… Recentemente ho avuto occasione di tenere un corso di apicoltura pratica e tra i partecipanti ho avuto il piacere di vedere diversi giovani interessati, alcuni di essi hanno iniziato l’avventura dell’apicoltura. Io li incoraggio, nonostante tutto, perché il mondo delle api è affascinante e l’attività dell’apicultore è stimolante, diversificata, mai noiosa, teorica e pratica insieme, unisce testa, cuore e mani.

Luciano Mazzola